venerdì 23 gennaio 2026

23 Gennaio 2000: Reggina - Juventus

È il 23 Gennaio 2000 e  Reggina e Juventus si sfidano nella Prima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato. 

La Reggina dall'altra parte é guidata da Franco Colomba e riesce nel suo intento di evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


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Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Reggio Calabria - Stadio Oreste Granillo
domenica 23 gennaio 2000 ore 15:00
REGGINA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Kovacevic 34, Zidane 64

REGGINA (3-5-2): Taibi, Cirillo, Stovini, Giacchetta, Foglio (Cozza 80), Brevi, Baronio, Pralija (Possanzini 46), Morabito, Pirlo, Kallon (Reggi 54)
A disposizione: Belardi, Martino, Oshadogan, Bernini
Allenatore: Franco Colomba

JUVENTUS (3-4-1-2): Van der Sar, Ferrara C., Tudor, Iuliano, Conte A., Tacchinardi, Davids, Zambrotta (Birindelli 89), Zidane (Bachini 90+2), Kovacevic, Del Piero (Pessotto G. 71)
A disposizione: Rampulla, Mirkovic, Inzaghi, Redavid
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Serena
AMMONIZIONI: Tudor, Iuliano, Zambrotta (Juventus); Foglio (Reggina)




Il francese meglio che ai Mondiali 
Tacchinardi: mai giocato così bene   
REGGINA  

TAIBI 6. Esce male su Kovacevic al 29'. Altrimenti è ben attento sui cross. 
CIRILLO 5,5. Si fa saltare in mischia sul primo gol e da Zidane nel secondo. Controlla bene il Del Piero di questi tempi. 
STOVINI 6. Centrale, tosto, si difende egregiamente. 
GIACCHETTA 5,5. In difficoltà con Kovacevic sul piano fisico. 
FOGLIO 6. Primo tempo in grave affanno sulla destra, nella ripresa propizia l'unica pallagol reggina 
(35' st Cozza sv). 
PRALIJA 5. Un filtro di cartavelina 
(46' st Possanzini 6: offre almeno velocità all'attacco). 
BARONIO 6,5. Contrasta e ricuce, schiacciato da Davids e Tacchinardi fa il massimo ed è l'unico a impegnare Van der Sar, su punizione. Con molta cavalleria appianile Zidane dopo il gol. 
BREVI 5. Tutankhamen è il personaggio che più lo affascina. Per questo, Zidane lo riduce a una mummia. 
MORABITO 5. Impreparato all'evento, con limiti tecnici. 
PIRLO 5. Ha più classe degli altri ma da seconda punta non funziona e da rifinitore offre poco. 
KALLON 5. Si è fermato al gol dell'andata 
(8' st Reggi 5,5 chi è andato a comprarlo in Argentina?). 
COLOMBA 6.Non può inventarsi nulla.  

JUVENTUS
VAN DER SAR 7. Una sola parata su punizione di Baronio, però è un bel numero. 
FERRARA 7. Schiaccia Kallon e l'irlo, non si fa graffiare da Possanzini. 
TUDOR 7. Chiude ogni spazio, è calmo nei disimpegni, non si concede errori di supponenza. 
IULIANO 6,5. La sola incertezza è in avvio di ripresa, quando è costretto ad abbattere Possanzini, un fallo che gli costerà la squalifica con il Cagliari. 
CONTE 6. Non ha difficoltà a bloccare Morabito; è meno bravo quando deve spingere. 
TACCHINARDI 7,5. Ci sono momenti in cui la palla non esce dalla metà campo reggina semplicemente perché lui acchiappa ogni rilancio. Mai visto cosi. 
DAVIDS 7. Troppo rude, meriterebbe almeno un'ammonizione. Ma annichilisce i calabresi.
ZAMBROTTA 6,5. Se i suoi cross fossero meno diretti sul portiere, la Juve passerebbe prima. Prezioso, ma meno efficace nella ripresa, a destra. 
(43' st Birindeili sv) 
ZIDANE 9. Quel suo gol e il calcio, ammutolisce uno stadio, strappa ammirazione persino a chi lo dovrebbe marcare. Gioca su tutto il fronte, felice di se slesso, dei suoi dribbling che lo proiettano in spazi impensabili, con la palla incollata al piede. Il miglior Zidane di sempre, molto più bravo che al Mondiale. 
(47' st Bachini sv). 
KOVACEVIC 7. Segna con facilità, ma la sua torsione non è semplice. Tre palloni, tre (quasi) gol. 
DEL PIERO 5. Il suo contributo si ferma al calcio d'angolo del primo gol: non azzecca un dribbling che è uno, sparisce 
(26' st Pessotto sv). 
ANCELOTTI 7. E'bravo, soprattutto, per la condizione atletica e mentale alla quale ha portato la Juve.  

ARBITRO SERENA 7. In un'arena bollente non perde la lesta. Sbaglia solo a non ammonire Davids.  

Marco Ansaldo

 




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giovedì 22 gennaio 2026

22 Gennaio 1978: Vicenza - Juventus

É il 22 Gennaio 1978 e Lanerossi Vicenza Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Romeo Menti' di Vicenza.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma proprio la sorpresa Lanerossi Vicenza.

Buona Visione! 


vicenza


Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 15 andata
Vicenza - Stadio Romeo Menti
Domenica 22 gennaio 1978 ore 14:30
LANEROSSI VICENZA-JUVENTUS 0-0
 
VICENZA: Galli E., Lelj, Callioni, Guidetti, Prestanti, Carrera, Cerilli, Salvi, Rossi P., Faloppa, Filippi
Allenatore: Giovann Battista Fabbri
 
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Fanna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
ARBITRO: Michelotti



 

Le pagelle dei bianconeri 
Gentile «super» 

ZOFF — Corre un solo pericolo ma Furino rimedia in extremis impedendo a Salvi di concludere. La difesa fa buona guardia ed il portiere deve sbrigare un lavoro di ordinaria amministrazione effettuando comode parate che gli consentono di uscire dal campo con la divisa immacolata. 
CUCCUREDDU — Si oppone a Faloppa (e nella ripresa, saltuariamente, a Cerilli) con grande attenzione e pulizia negli interventi. Ridicolizza il proprio avversario ed è l'unico juventino che centra la porta vicentina costringendo Galli a superarsi per sventare una micidiale folgore diretta all'incrocio dei pali. 
GENTILE — É in splendide condizioni di forma e lo dimostra sia in chiave difensiva (Cerilli inventa una sola rifinitura) sia nel gioco d'attacco; quando si sgancia non sempre viene servito a dovere ma riesce a propiziare un assìst-gol che Fanna spreca. 
FURINO — Gioca in modo ordinato, con grande disciplina tattica e si oppone validamente a Salvi impedendogli di sfruttare l'unica occasione costruita dai vicentini. Rincorre tutti gli avversari che capitano nella sua zona senza fare concessioni e sostiene il centrocampo con linearità ed efficacia. 
MORINI — Anche su Paolo Rossi, il « mastino biondo » è impeccabile. Con il sussìdio di tutto il pacchetto difensivo, lo stopper prevale nettamente sul capocannoniere del campionato, che riesce ad effettuare rarissimi spunti solo quando gira al largo dal suo concentratissimo francobollatore. 
SCIREA — Deve proteggere alle spalle Morini ma la condotta prudente del Lanerossi Vicenza gli consente di infilarsi talvolta in profondità. Poi torna stabilmente a presidiare il proprio settore chiudendo ogni varco con autorità. 
CAUSIO — Gioca a sinistra e l'avvio è promettente. Poi s'innervosisce perché i tacchetti non sono adatti al terreno viscido (nell'intervallo cambia scarpe), si busca un'ammonizione per proteste, effettua un paio di tiri precipitosi ma, per quanto non sia particolarmente ispirato, rifinisce tre belle palle-gol. 
TARDELLI — Il temutissimo Filippi trova in Tardelli una barriera invalicabile. La prova di « Schizzo » è perfetta sotto l'aspetto tattico ed agonistico anche se lascia un po' a desiderare nelle conclusioni. 
FANNA — Poteva essere la sua grande giornata, ma il destro l'ha tradito ben quattro volte: l'inesperienza e la mira difettosa hanno risparmiato Galli in almeno tre grosse occasioni. Fosse stato più freddo, la vittoria non sarebbe sfuggita alla Juventus. 
BENETTI — Una prestazione sufficiente ma con pochi acuti: frena le iniziative di Guidetti (gli impedisce anche di sfruttare una buona occasione) ma due volte in zona-tiro indugia oltre il lecito. 
BETTEGA — Agisce prevalentemente sul centro, cerca insistentemente l'uno-due con Fanna e Causio e, più che punture a rete (vista la difficoltà di superare la doppia guardia Prestanti-Carrera), preferisce intelligentemente operare in funzione dei compagni.

Bruno Bernardi



VICENZA-JUVENTUS 0-0
Morini ha battezzato Rossi

SU & L'UNITA' Bruno Panzera ha assicurato che 
"al Menti si è visto un bel calcio". 
Gianni Brera ha raccontato invece che il primo tempo è stato solo 
«bonino e che la ripresa ha pure annoiato gli esteti. Però ha aggiunto: sono anche onesto nel dirvi che spero di non avervi annoiato come forse avrebbe fatto la partita». 
Cioè: il resoconto del critico è stato superiore alla gara stessa. Ma al lunedi i tifosi badano soprattutto ai giudizi tecnici. Brera non ha avuto dubbi: Morini ha vinto nettamente il duello con Paolo Rossi, 7 allo stopper, 5,5 al centravanti. Identica l'impressione di Adalberto Bortolotti (Corriere dello Sport-Stadio) ma con una diversa valutazione: 7 a Morini, 6,5 al signor Rossi. Prendi "Tuttosport" e ti accorgi che secondo Giglio Panza la sfida è finita in parità: 7 per uno. Ma non è finita. Poteva mancare il bastian contrario di turno? Sulla "Gazzetta dello Sport" Giorgio Mottana ha sostenuto che la sfida è stata vinta dal vicentino: 7 a Rossi e solo 6,5 a Morini. Tutti i giornali si sono trovati d'accordo nello stabilire il migliore in campo della Juventus: massimo dei voti a Gentile. Tutti meno uno. L'eccezione è rappresentata dalla "Gazzetta del Popolo" che ha visto svettare invece Cuccureddu. Comunque Franco Colombo s'è limitato al buono. Ma leggete la pagella completa: Zoff discreto, Cuccureddu buono, Gentile discreto, Furino discreto, Morini sufficiente, Scirea discreto, Causio sufficiente, Tardelli sufficiente, Fanna discreto, Веnetti sufficiente, Bettega sufficiente. Insomma, voti mediocri per tutti come se la Juventus invece di essere in testa alla classifica fosse nell'aurea mediocrità.
Indubbiamente, a leggere tutti i giornali c'è da rimanere sconcertati. E richiesto da Gianni Mura (La Repubblica) di spiegare quale deve essere la funzione della critica sportiva, l'allenatore del Vicenza Giobatta Fabbri ha dichiarato: 
«Molti giornalisti sanno fare il loro mestiere altri meno. Io faccio osservazioni in generale: la ricerca della dichiarazione a nove colonne ha messo in secondo piano l'analisi tecnica. Poi, d'accordo con le esigenze di tiratura, ma un minimo di imparzialità ci deve essere». 
A proposito di stampa, vi annuncio le ultimissime. E' ufficiale il passaggio di Mario Pennacchia (l'oracolo degli arbitri) da "Il Giorno" alla "Gazzetta dello Sport" all'ufficio romano. Il suo posto è stato offerto a Massimo Fabbricini di «Tuttosport». In questo caso Gian Paolo Ormezzano assumerà il suo grande amico Nello Governato (ma spera di richiamare all'ovile anche Angelo Caroli, deluso di "Stampa Sera").

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.4




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Dell'andamento del gioco è fedele testimonianza la foto sotto che ritrae Rossi a stretto contatto di Morini e Salvi guardato a vista da capitan Furino.

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A loro volta Zoff e Galli sono dovuti intervenire solo in qualche circostanza.

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Tanto rumor per nulla, vale la pena di scrivere. Vicenza e Juventus, infatti, hanno badato solo a non scoprirsi e a difendere uno 0-0 che non ha certo reso giustizia al folto pubblico e ai 200 milioni d'incasso. A secco le punte Rossi e Bettega attese ad un duello che non c'è stato.



giovanni

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mercoledì 21 gennaio 2026

21 Gennaio 2001: Perugia - Juventus

É il 21 Gennaio 2001 Perugia e Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Renato Curi' di Perugia.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione!

 


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 andata
Perugia - Stadio Renato Curi
Domenica 21 gennaio 2001 ore 15:00
PERUGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Inzaghi 59

PERUGIA (3-4-1-2): Mazzantini, Rivalta (Tarana 83), Materazzi, Di Loreto, Zè Maria, Blasi, Paris, Pieri, Ahn, Vryzas, Saudati
A disposizione: Tardioli, Hilario, Milanese, Sogliano, Tatti, Goretti
Allenatore: Serse Cosmi

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 65), Iuliano, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane, Inzaghi (Kovacevic 86), Trezeguet (Conte A. 75)
A disposizione: Carini, Ferrara C., O'Neill, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Collina
AMMONIZIONI: Montero, Zambrotta (Juventus); Blasi, Tarana (Perugia)




LE PAGELLE 
Zidane, Ia mente e l' anima 
Mazzantini e Van der Sar, una sfida di giganti 

PERUGIA 

MAZZANTINI 8. Fortiere barocco, aggiunge funambolismo alla parata. Salva 3 gol sicuri nel pt. 
RIVALTA 6,5. Preciso e pulito 
(38'st Tarano sv). 
MATERAZZI 6,5. E' il più sicuro tra i difensori, finché Zidane non lo azzoppa. 
DI LORETO 6,5. Ci mette forza e attenzione, positivo. 
ZE MARIA 5. Buon avvio. Poi pasticcia alla brasiliana, dribbla fino a perdere palla, rallenta l'azione e nella ripresa scompare. Eppure era il più esperto. 
SIASI 6. A vent'anni è molto non farsi travolgere. Perde la palla che lancia la Juve in gol 
PARIS 5,5. Argentino preso dal Newell's Old Boy: per il passo lento su Zidane ci pare soltanto «old», pericolosamente vecchio 
PIERI 5. Cenerentola al ballo del principe fa tappezzeria. Il salto dal Grosseto a Madama è una favola: l'emozione frena la corsa ed evidenzia i limiti tecnici. 
AHN 6,5. Il coreano per ora non è Nakata, tuttavia entra in tutte le azioni più pericolose. 
VRYZAS 6. Meglio nei rientri che sotto porta, dove sbaglia un gol facile di testa. 
SAUDATI 5,5. Grandi potenzialità espresse al risparmio, con due azioni nel pt e il vuoto nel st. 
COSMI 6. Ha coraggio nel rattoppar la squadra evirata del centrocampo. Non fiuta il calo nel st e non interviene come dovrebbe. 

JUVENTUS 

VAN DER SAR 7,5. Molte conclusioni gli finiscono addosso però riempie la porta con piazzamento perfetto. Due mesi fa era un pericolo persino quando gli tiravano sulle braccia.
BIRINDELLI 5,5. Pallida figura di fronte al tremebondo Pieri 
( 19' st Paramatti 6: entra sull'1-0 ed è più facile). 
IULIANO 6. La sbandata iniziale lo coinvolge e sbaglia il tempo sulla palla gol di Vryzas. Emerge alla distanza. 
MONTERO 6. Saudati lo salta alla prima occasione e sfiora il gol, Vryzas lo costringe all'ammonizione. Avvio da brivido, al rientro si assesta: anche lo stomaco. 
PESSOTTO 7. La ripresa di impressionante sostanza cancella a prima mezz'ora, quando è dalla sua parte che Ze Maria e Ahn portano i maggior pericoli. 
ZAMBROTTA 6. Il nuovo assetto lo sposta dalla fascia al centro e ne esce il mediano che non è. Si arrangia. 
TACCHINARDI 6,5. Parte dal suo contrasto l'azione del gol, come altre. Buon collante. 
DAVIDS 7. Non ha la devastante continuità di una volta, ma quando parte sul contropiede decisivo è impossibile fermarlo. 
ZIDANE 7,5. Tra le giocate che ne hanno fatto la vera anima juventina, è un peccato che la più decisiva sia stata il fallo che ha messo fuori causa Materazzi. 
TREZEGUET 5. Si ferma alla prima e più clamorosa palla gol, al 32', che sparacchia addosso a Mazzantini 
(30' st Conte sv). 
INZAGHI 7. Nel gol (alla sua maniera, arriva solo davanti al portiere) mantiene freddezza; la bravura la mostra nella girata al 41' su cui vola Mazzantini. Sempre vivo 
(41 ' st Kovacevic sv). 
ANCELOTTI 6,5. Il calcio di oggi è un gioco di corsa e i difetti tattici di cui qualcuno l'accusa nella prima mezz'ora spariscono quando il Perugia cala e la Juve cresce. Non è cambiato niente, se non la voglia. 

L'arbitro COLLINA 8. Una partita difficile in cui non sbaglia niente. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 22 gennaio 2001





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martedì 20 gennaio 2026

20 Gennaio 1985: Juventus - Como

É il 20 Gennaio 1985 e Juventus e Como si sfidano nella prima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'é la squadra lariana che termina il campionato con una meritatissima salvezza.


Buona Visione!


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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 20 gennaio 1985 ore 14:30 
JUVENTUS-COMO 2-0
MARCATORI: Bonini 9, Rossi P. 42

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Caricola 65), Platini, Boniek. 
A disposizione: Tacconi, Limido, Prandelli, Vignola. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

COMO: Giuliani, Tempestilli, Ottoni, Centi (Gobbo 80), Albiero, Bruno, Muller, Butti (Todesco 62), Corneliusson, Matteoli, Fusi. 
A disposizione: Della Corna, Guerrini, Morbiducci. 
Allenatore: Ottavio Bianchi

ARBITRO: Mattei



Mentre Boniek consiglia a tutti di non farsi troppe illusioni
BONINI: LA SUPERCOPPA NON CI HA DISTRATTO SIAMO TORNATI QUELLI DI UNA VOLTA

"Abbiamo la tranquillità della squadra consapevole della propria forza e della possibilità di ottenere i risultati cui aspira." 
Le parole di Cabrini sono forse un po' enfatiche, ma sostanzialmente esprimono l'atmosfera che si respirava ieri pomeriggio nello spogliatolo della Juventus dopo la vittoria per 2 a 0 sul Como.
Un avversario provinciale, è vero, ma che con pressing e velocità ha fatto faticare la Juventus: onore al vinti, gloria at vincitori, dunque. C'è di che - sommato alla bella vittoria di mercoledi sera contro Il Liverpool ridare nuovo fiato alle trombe dei tifosi.
Che la Juventus abbia intrapreso una di quelle rincorse che tanti entusiasmanti successi le hanno procurato da quando è iniziata l'era Trapattoni?
"Adesso è presto per fare discorsi del genere" - afferma Cabrini - Andiamo avanti per la nostra strada, poi vedremo. Il girone di ritorno ci é favorevole, alla fine tireremo le somme".
E' comunque un fatto che la situazione sembra favorevole ad una rimonta blanconera. Platini inventa da par suo, Boniek sembra aver ritrovato nella Supercoppa nuovo brio e carburante, Bonini macina sempre piú palloni, tutto il complesso gira come un motore ben lubrificato. Insomma. I punti di svantaggio da Verona e Inter sono 6, ma la Juve deve recuperare l'incontro casalingo con la Lazio, quindi potrebbero diventare solo quattro. 
Boniek getta una secchiata d'acqua su entusinami che considera prematuri e troppo facili: 
"Andiamoci piano - ammonisce - Abbiamo vinto contro il Como e niente più. Una bella squadra, certamente, ma vincere era nostro dovere. Parlare di scudetto sarebbe illudere noi stessi e i tifosi. Se ci montiamo la testa noi, che cosa dovrebbero fare le squadre che hanno cinque o sei punti di piu?"
Un richiamo alla realtà certamente opportuno ma che appare fin troppo severo. In fondo l'intelalatura della squadra è fortissima, quella che ha vinto lo scudetto la stagione scorsa.
L'innesto di Favero al posto di Gentile: il cambiamento che probabilmente destava maggiori preoccupazioni si sta rivelando tutt'altro che traumatico: l'ex avellinese, dopo una difficile fase iniziale di amblentamento, sembra aver trovato tutta la sicurezza necessaria per imporsi anche in una squadra che ha ben plü elevate ambizioni. Insomma, i presupposti per una vittoriosa rincorsa ci sono.
"La cosa importante che è venuta fuori dalla partita contro il Como - spiega Bonini - è che abbiamo dimostrato di saper essere concentrati anche al di là della Coppa e della Supercoppa. Siamo tornati quelli di una volta:concentratissimi e determinatissimi sempre, in ogni occasione. Per questo dico che il discorso scudetto è ancora aperto. Anche se ci sono tanti punti da recuperare. É importante che non facciamo corsa su nessuno dobbiamo continuare a marciare spediti per la nostra strada, a primavera alzeremo la testa e vedremo dove siamo arrivati."

Giorgio Destefanis




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