venerdì 6 febbraio 2026

6 Febbraio 1977: Juventus - Sampdoria

Attraverso Youtube vi offriamo un altro gustoso ricordo di questa odierna. 

É il 6 Febbraio 1977 Juventus e Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la quindicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo 'Stadio Comunaledi Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall'altra parte c'é una Samp che nonostante lotti fino all'ultimo dovrá salutare la Serie A a malincuore.

Buona Visione!


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Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 15 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 6 febbraio 1977 ore 15:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI
: Tardelli 34, Tardelli 41, Bettega R. 76

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Callioni, Valente, Zecchini, Lippi, De Giorgis, Bedin, Bresciani, Savoldi, Tuttino
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Prati



Le Pagelle dei Bianconeri 
Un "barone" in gran vena 

ZOFF — Per settantacinque minuti resta praticamente inattivo, poi compie una difficile parata su colpo di testa ravvicinato di Bedin, si ripete su un cross dell'ex interista e chiude con una deviazione accademica In angolo su tiro di Savoldl II. Tanto basta per meritare il premio-partita. 

CUCCUREDDU — Tiene sotto controllo De Giorgis e lo cancella dalla gara senza sforzo apparente. Prudentemente resta nella sua zona per evitare sorprese in contropiede. 

GENTILE — Comincia su Savoldl, poi si sposta a sinistra, su Valente, nel settore che gli è più congeniale per i suoi inserimenti offensivi. Talvolta pasticcia ma alla fine, tirando le somme. Il suo rendimento risulta sufficiente. 

FURINO — Prima di prendere in consegna Savoldl II, giostra fra Valente e Tuttino, poi trova la posizione, ma non gli spazi. Fornisce il cross che consente a Tardelli di sbloccare il risultato e migliora nella ripresa annullando Savoldi. 

MORINI — Se la vede con Bresciani e gli prende subito le misure. Si produce in un affannoso recupero su un contropiede, ma governa senza problemi la situazione e si sgancia qualche volta per alleggerire il lavoro dei centrocampisti. 

SCIREA — Discusso a Roma, torna immediatamente sui livelli abituali di rendimento offrendo una prestazione senza sbavature in fase difensiva: si sgancia al momento opportuno ma i suoi spunti non hanno esito.

CAUSIO — Soffre in avvio per la strettissima marcatura di Arnuzzo poi riesce a farsi luce per Il tiro, mette lo zampino nelle due reti di Tardelli ed é protagonista di una ripresa ricca di spunti brillanti. Sfiora il gol un paio di volte. É senz'altro II miglior bianconero. 

TARDELLI — É il mattatore della partita: firma due gol, con destri imparabili che riscattano ampiamente una prima mezz'ora costellata da incredibili errori. Anche il terzo gol di Bettega é merito suo. Alla fine risulta la carta vincente stroncando Tuttino, l'uomo che era riuscito a scompaginare i piani tattici della Juventus nella fase iniziale. 

BONINSEGNA — Callioni lo segue come un'ombra e gli rende la vita dura (c'è anche un diverbio che sfugge all'arbitro) per tutto il primo tempo. Nella ripresa, quando le maglie della difesa sampdoriana si allargano, anche Bonimba cresce di tono e sfiora tre volte il gol senza fortuna. 

BENETTI — Gira a vuoto nella fase più critica della partita, poi trova la posizione e si rende molto utile fornendo due bei passaggi-gol a Bonlnsegna. A risultato acquisito concede a Bedin l'unica palla-gol per la Sampdoria. 

BETTEGA — Non é li miglior Bettega e Zecchini lo blocca di piede e di testa per tutto il primo tempo. Nella ripresa, su cross di Tardelli, fallisce il gol con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. E' pronto a ribattere in rete una palla sfuggita a Cacciatori. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 7 febbraio 1977




Il campionato 1976-77 tira le somme e il giro di boa mette in vetrina una primizia-record: il Toro (grazie a Pulici nuovamente in odore di... gol) e la Juventus (grazie a Tardelli goleador come all'esordio nel Pisa) si laureano "campioni d'inverno" a pari punti e Torino diventa la capitale del calcio europeo. Bagarre - invece tra le damigelle: l'Inter ritrova i gol di Muraro e la Fiorentina morde la coda a un "ciuccio" in crisi. Come dire, le premesse ci sono...
Lady Italia e Mister Europa

CAMPIONE D'INVERNO non è stato né il Re (Torino) né la Regina (Juventus). Al giro di boa si trovano a braccetto, e naturalmente Torino esulta per questa dominazione sabauda. Gli storici de «La Stampa» hanno ricordato, con legittimo orgoglio, che 

"non era mai accaduto nella storia del campionato di serie A che due squadre della stessa città si trovassero in testa alla classifica a pari punteggio alla fine del girone d'andata come capita invece ora a Torino e Juventus. Nemmeno Inter e Milan nei periodi del loro massimo fulgore si trovarono in un'identica situazione". 

Il Torino è l'unica squadra imbattuta di tutta Europa, un record che difficilmente sarà eguagliato. E la città esulta perché con la Juventus e Torino che vanno a braccetto non si tratta più del predominio di una squadra, ma di un'intera città. Agnelli e Pianelli sono i nuovi imperatori del calcio italiano. Dietro di loro hanno fatto il vuoto.

JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
Prima lezione di piemontese

TRAPATTONI HA VINTO facilmente il duello con Bersellini, perché l'allenatore della Sampdoria si è fatto harakiri. Bersellini ci teneva a far bella figura a Torino, perché l'anno scorso era stato sino all'ultimo in ballottaggio con Trapattoni per allenare la Juventus. Poi Boniperti aveva puntato sull'ex-milanista, anche perché non rientra nello stile-Juventus portar via gli allenatori alle altre società e la Sampdoria aveva già proposto a Bersellini il rinnovo del contratto. Dopo aver letto la relazione del suo osservatore di fiducia, Onesti, (che per inciso non è il presidente del CONI ma un famoso sarto di Fidenza) Bersellini si era convinto che per bloccare la Juventus era necessario neutralizzare le due punte Boninsegna e Bettega, e inaridire la fonte del gioco, l'estroso Causio. Il piano è stato preparato nei minimi particolari e applicato alla perfezione. Ma bloccati i cannonieri e l'ala tattica, ha dilagato il centrocampo: Tardelli ha segnato i primi due gol e ha fatto segnare il terzo a Bettega. Tardelli, tra l'altro, è un ex mancato, perché la Sampdoria si era mossa prima degli altri. Ha confidato al Guerino il general manager Lazzarini: 

"Visto che tutte le relazioni del nostri talent-scout parlavano di Tardelli come di un fenomeno, Lolli Ghetti voleva comprarlo a tutti i costi. Già a marzo aveva convocato Beltrami a Genova, l'avevo accompagnato io nella sede della flotta. Il nostro presidente era disposto a offrire 350 milioni per la comproprietà. Ma il direttore sportivo del Como non volle impegnarsi, sicuro che avrebbe strappato di più, come è infatti avvenuto". 

Domenica il mattatore Tardelli ha voluto dimostrare all' Onassis italiano che aveva sbagliato a non offrire di più. Pur di avere Tardelli, a Lolli Ghetti conveniva vendersi una nave. Se avesse Tardelli oggi la Sampdoria non sarebbe in zona retrocessione. Tuttavia i dirigenti sono sicuri di salvarsi anche quest'anno. Dopodiché faranno la rivoluzione. E' già stata programmata. L'anno prossimo forse non ci sarà più Bersellini in panchina e mancherà anche Bedin in campo. Anzi si può dire che Bersellini rischia di perdere il posto per via di Bedin. L'ex interista ha già creato una frattura tra l'allenatore e il preparatore atletico. Bersellini e Onesti sono amici fraterni, come Castore e Pollucce. Ma secondo Onesti, Bersellini (che si atteggia a duro ma in fondo è un timido) si fa plagiare da Bedin. Si è saputo che è stato Bedin a convincere Bersellini a sbolognare il suo rivale Salvi al Vicenza. Ed è lui a dare l'ostracismo a Valente che per i suoi gusti corre troppo.

La vittoria sulla Samp ha riportato il sereno nel clan della Juventus. Ma i tifosi cominciano a credere che Trapattoni abbia sbagliato a dar via Damiani, dopo quanto Pruzzo ha dichiarato a «Stampa sera». Il bomber del Genoa ha fatto notare a Giorgio Bidone: 

«Perché si scommette soltanto sui gol di Graziani, di Pulici e i miei? In queste scommesse dovrebbe entrarci anche Damiani perché i gol li fa pure lui e l'ha dimostrato anche quest'anno. Anzi proprio quest'anno più di altre volte. Mi pare che si sia comessa un'ingiustizia nei suoi confronti».

Pruzzo è grato a Damiani perché l'ex juventino gli ha pure fatto segnare parec chi gol, si sta rivelando una spalla preziosa. I gemelli d'Italia, adesso sono loro. Eppure dopo aver firmato il contratto con la Juventus Trapattoni disse a Boniperti di dare pure via Damiani, perché non gli serviva. Aveva deciso di utilizzare Causio all'ala destra anche nella Juventus come in Nazionale e garanti che nessuno sapeva fare i cross meglio di Causio. L'astuto Boniperti però si è garantito. E nella previsione che Damiani si affiatasse con Pruzzo aveva fatto mettere una clausola per la quale la Juventus può riprendersi Damiani a fine campionato, versando 100 milioni di risarcimento danni al Genoa. Siccome la Juventus ha pure un'opzione per Pruzzo, il sogno di Boniperti è quello di portare a Torino entrambi i gemelli del Genoa. Ma sa che il suo compito è difficile. Perché a Genova scoppierebbe il finimondo.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.6



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Continua, da parte della Juventus la politica dei giovani. Contro la Lazio è toccato a Cabrini che, chiamato a sostituire Gentile, si è comportato da veterano. La prova migliore, con gli azzurri di Vinicio, l'ha comunque fornita Tardelli che vediamo tirare nonostante il tentativo di contrasto di Pighin. Con il pallone in fondo alla rete  Pulici è a terra: Tardelli da parte sua è felicissimo e la sua gioia risulta particolarmente evidenziata dal primo piano riprodotto sopra a destra. 

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Per fermare un'azione travolgente di Cabrini, Pighin ha dovuto far ricorso alle maniere forti in area. Del tiro dagli undici metri si è incaricato Boninsegna sul cui sinistro dal dischetto, Pulici non ha potuto fare assolutamente nulla. Grazie alla vittoria conseguita sulla Lazio, la Juve continua la sua marcia di testa pur se in coabitazione con i cugini del Torino. E questa corsa a due, secondo molti, si concluderà soltanto alla fine del campionato. Anche se c'è chi prevede (sperandolo) un superspareggio tutto sabaudo da disputare la domenica successiva alla fine del torneo


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giovedì 5 febbraio 2026

9 Ottobre 1983: Juventus - Milan

É il 9 ottobre 1983 e Juventus e Milan si sfidano nella quinta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida un Milan in netto declino sia dal punto sportivo che da quello economico. Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe

Dall'altra parte il Milan terminerà la stagione con un mediocre ottavo posto finale in Serie A.

Buona Visione!




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Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 9 ottobre 1983 ore 15.00
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Platini 5, Rossi P. 18, Baresi F. rigore 79

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P., Platini (Caricola 84), Vignola
Allenatore: Giovanni Trapattoni

MILAN: Nuciari, Gerets, Galli F. (Damiani 36), Tassotti, Spinosi, Baresi F., Icardi, Blissett, Battistini S. (Carotti 77), Verza, Evani
Allenatore: Ilario Castagner

ARBITRO: Lo Bello R.



« Il nostro segreto? Siamo diventati più umili»

Paolo Rossi ha conseguito il quarto successo personale: anche questo è un segno inconfutabile di quanto siano mutate le cose in casa bianconera rispetto all'anno scorso. Il centravanti della Juventus ha una sua precisa convinzione (e relativa spiegazione) in proposito, 

«un cambiamento - dice Rossi - nella mentalità. Adesso badiamo al sodo, senza perderci in fantasie di grandezza come facevamo prima. Nella squadra c'è grande determinazione di arrivare al risultato e in funzione di questo, proprio come abbiamo fatto contro il Milan, impostiamo tutta la nostra prestazione. In passato, invece, scendevano in campo con l'idea di essere molto forti e' purtroppo in diverse occasioni questa si è rivelata soltanto una dannosa illusione». 

«Evidentemente — conclude il giocatore bianconero — la morale del discorso sta proprio in questo e ora, individuati i motivi di certe debolezze, dovremmo aver eliminato un pericoloso ostacolo». 

Dopo aver svolto nel modo migliore il suo Compito di «capitano» della rinnovata Nazionale azzurra, Cabrini ha confermato con la maglia bianconera di attraversare un grande momento. Ecco che cosa ne pensa l'interessato. 

«Cominciamo dalla Nazionale — attacca Cabrini — osservando che l'incarico è soprattutto morale ma ciononostante offre stimoli particolari e genera una sensazione inconsueta. Per quanto riguarda me e la Juventus, mi sembra che tutto vada bene perché non ho i problemi che l'anno scorso mi condizionavano dal punto di vista fisico e anche sotto il profilo psicologico. C'era il campionato del mondo da smaltire, e quindi sono rimasto vittima di un infortunio che ha aggravato le difficoltà del momento». 

Contro il Milan, si è vista una Juve dal duplice aspetto: vigoroso e potente per un tempo, esistante e alle corde verso il termine della gara. 

«Noi ci trovavamo in vantaggio — osserva il terzino bianconero — e mi sembra logico che toccasse al Milan prendere l'iniziativa nel tentativo di rimontare. Ecco perché ci siamo soprattutto preoccupati di controllare il gioco, centellinando il più possibile gli sforzi. Gli impegni sono tanti, non dimentichiamolo». 

Una tesi analoga viene sostenuta da Scirea, il quale già alla vigilia aveva previsto per la Juve difficoltà e affanni. 

«E' vecchia tradizione che il Milan ci faccia soffrire a casa nostra — commenta il "libero" bianconero — pertanto direi che negli sviluppi della partita non ci siano state sorprese particolari. Per quanto concerne la confidenza concessa agli avversari soprattutto nel finale, mi sembra che rientrasse nella logica delle cose. Vincevamo per 2-0 e toccava al Milan scoprirsi. A quel punto, continuare ad attaccare non avrebbe avuto senso». 

Piercarlo Alfonsetti 
tratto da: La Stampa 10 ottobre 1983





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5 Febbraio 1978: Juventus - Napoli

É il 5 Febbraio 1978 e Juventus e Napoli si sfidano nella seconda giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza.

Per quanto riguarda i partenopei, gli azzurri acciuffano un posto nelle prossime competizioni europee per i capelli.

Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 5 febbraio 1978 ore 15:00
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI
: Boninsegna 3

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Mattolini, Bruscolotti (La Palma 42), Vinazzani, Restelli, Ferrario, Stanzione, Mocellin, Juliano, Savoldi, Pin L., Capone
Allenatore: Gianni Di Marzio

ARBITRO: Lattanzi R.




Le Pagelle dei bianconeri 
Romeo cresce  
ZOFF — Sicurezza assoluta: si dirà che non ha avuto molto da fare, ma alcuni tiri rasoterra non erano agevoli, sbucavano fra compagni ed avversari ed il colpo di testa di Savoldi non era facile... Fortunato sulla traversa di Savoldi, ma l'ha anche costretto ad alzare il tiro andandogli incontro. L'unico a dar l'Impressione di essere in forma piena.  
CUCCUREDDU — Aveva di fronte il più vivace e sostanzioso del Napoli, l'ha patito un poco ma a gioco lungo ha finito per domarlo, anche senza brillare.  
GENTILE — In altra occasione, cosi privo di avversario diretto per il lavoro di copertura affidato da Di Marzio a Restelli, avrebbe fatto sfracelli: si è invece limitato ad una diligente ordinaria amministrazione, con inserimenti validi ma non troppo convinti.  
FURINO — Un primo tempo lucidissimo e sicuro, poi nella ripresa è stato coinvolto anche lui nel marasma generale. Qualche imprecisione, qualche tackle sin troppo rabbioso, ma sempre importante la sua grinta.  
SPINOSI — Due incertezze nella marcatura di Savoldi, potevano costare care, ma ottimo nel gioco di testa. Del resto non è facile giocare cosi poco ed avere il ritmo da campionato. 
SCIREA — Rinvii decisi, ottimi inserimenti in avanti, ma qualche incertezza di posizione: in definitiva è piaciuto di più in avanti che come ultimo baluardo.  
CAUSIO — Qualche sprazzo dei suoi, tanto per dimostrare che la classe non è acqua, e lunghe pause di quasi-assenza dalla partita. Decisiva la sua spinta all'avvio, ma troppo poco sapendo quanto può (e dovrebbe) fare il « barone ».  
TARDELLI — Ha giocato con impegno, a volte anche con rabbia, ma non ha potuto essere all'altezza del suo standard soprattutto a causa della confusione in campo. E' uno dei pochi, comunque, che non da pensieri a Bearzot.  
BONINSEGNA — Il suo rasoterra di destro, dopo tre minuti, vale due punti d'oro; bastano il gol ed i guizzi nel finale a dimostrare che la sua esperienza è ancora preziosa per la Juventus.  
BENETTI — In chiaro miglioramento sul piano dinamico, è partito bene per soffrire poi gli spazi stretti imposti dalla disposizione tattica del Napoli: poteva segnare, non ha avuto fortuna in due conclusioni. 
 
BETTEGA — Ha mancato un gol allo scadere del primo tempo (prodezza di Mattolini) per eccesso di sicurezza, nella ripresa magnifico un suo colpo di testa: troppo poco comunque. Da Bobby, Trapattoni ed i tifosi si aspettano molto di più.  
Bruno Perucca




Fatti e misfatti del campionato: ormai il vertice agonizza mentre divampa la battaglia nei quartieri bassi.
Così, se è troppo presto per sapere chi si salverà, ormai tutti danno per scontato il diciottesimo scudetto della Signora Omicidi. Tutti meno Gianni Brera
L'Arcimatto non crede alla Juve-scudetto

LA JUVENTUS ha quattro punti di vantaggio e tutti dicono che il campionato è finito. Tutti meno Gianni Brera che lo dice e lo scrive. Dal teleschermo della "Domenica Sportiva" è finito pure sulle pagine di «Sorrisi e canzoni TV». E anche alle lettrici che vanno in brodo di giuggiole per i Matia Bazar ha spiegato che lo scudetto non è ancora della Juventus: 
«Ha navigato come se avesse messi i terzaioli, cioè avendo arrotolato le vele intorno al boma, perché non pigliassero troppo vento. Fuori di metafora, questo si deve dire: che la Juventus ha adesso molte ruggini dovute alle nobilitanti, ma anche dissennate fatiche degli anni scorsi. Non basta. Quest'anno lotta per lo scudetto, ma deve anche difendere il proprio nome in seno alla Coppa dei Campioni d'Europa. Nei quarti di finale le è stato destinato l'Ajax di Amsterdam... L'avvenire sembra insolitamente roseo ai torinisti: effettivamente gli impegni della Juventus sono tali da incoraggiare qualsiasi speranza». 
Brera (che ha appena dato alle stampe "Arcimatto", una raccolta di pezzi pubblicati sul Guerino) è sicuramente più ottimista di Radice. Che dopo la sconfitta di Pescara sembra quasi rassegnato. A proposito di Brera. Negli ambienti della TV si continua a parlare del suo match (mancato) con Rivera. L'onnipotente Aldo De Martino, figlio del leggendario Emilio, ha commentato sul Corriere del Giorno di Taranto: 
«Il Rivera giovane e osannato per classe e longevità avrebbe potuto sorridere senza tenere i denti stretti ed allungare una mano, se non per un patto, per concludere un capitolo. Non l'ha fatto, irreprensibile e nebbioso, mostrando quel lato del carattere che gli ha regalato sofferenze, esprimendo quella sfiducia nei rapporti umani che sa tanto di Zanna Bianca di London». 
Brera domenica, tornando sull'argomento, ha spiegato ad Adriano De Zan che quando arriva in TV è suonato perché ha scritto otto cartelle per il suo giornale, per questo ha offerto tarallucci e vino a Rivera. Essendo "groggy" temeva di finire kappaò come con Bettega. L'esperienza insegna prudenza...

JUVENTUS-NAPOLI 1-0
La "questione" partenopea
"LA JUVENTUS dà 4 a tutti"
ha esultato «Tuttosport», е il vicedirettore Pier Cesare Paretti ha spiegato lo striminzito 1-0 con le parate strepitose di Mattolini al quale ha dato il voto più bello, addirittura 8. Ben diversa la versione della "Gazzetta dello Sport" secondo la quale Zoff ha dovuto impegnarsi più di Mattolini e quindi ha meritato un voto migliore (7) di quello del Napoli (6,5). La "Rosea" è diretta da un partenopeo, Gino Palumbo, e nel suo resoconto Angelo Rovelli non l'ha certo dimenticato: 
«Bella e sfortunata prova del Napoli al Comunale», e nel titolone 
«Gol di Boninsegna, traversa di Savoldi» 
come a dire che un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Altra tesi sul "Corriere della Sera". 
Ha scritto Gianni de Felice: 
«La vecchia guardia fa volare la Juventus» 
cioè Trapattoni deve ringraziare Boninsegna che ha inventato il gol-partita dopo appena tre minuti. "Sul Corriere dello Sport-Stadio" il direttore ha rinunciato alle tarantelle ma non alla malasorte. Ha scritto Giorgio Tosatti: 
"Ancora una volta il Napoli non è riuscito a scrollarsi di dosSo la maledizione che lo accompagna su questo campo". 
Gli è piaciuto da matti Causio, gli ha dato 8, mentre de Felice non è andato oltre il 6, Rovelli è arrivato a malapena al 6,5 e Baretti si è fermato al 7. Come al solito, l'interessato ha rifiutato di darsi un voto come giocatore, ha accettato invece di giudicarsi come marito e ha risposto senza imbarazzo all'inchiesta che Marta Bellini e Osvaldo Orlandini hanno condotto per il settimanale femminile "Gioia", cioè se sarebbe o no giusto portare anche le mogli ai campionati del mondo. Virginia Causio ha spiegato: 
«Io ci andrei solo perché mi si offrirebbe l'occasione di vedere posti stupendi». 
Ma il marito ha tenuto a precisare: 
"Se è come dico io, sì. Portarla in Argentina per poi non vederla non ha senso. Mia moglie anche in Argentina dovrebbe continuare a essere mia moglie, quindi stare con me, dormire con me eccetera". 
E ha aggiunto: 
«Io come giocatore penso che quello che dicono i sessuologi siano tutte stupidate. Se voglio fare l'amore con mia moglie non ho problemi, anche perche è sempre a mia disposizione. Se ho voglia di farlo, o prima della partita o subito dopo o altri giorni, lo faccio». 
Causio spesso se ne infischia di quello che dice l'allenatore, figuratevi se da retta ai sessuologi.
Nel Napoli era atteso all'opera "Al" Capone l'ex pasticciere di Salerno che ha preso il posto di Chiarugi e che se non avesse fatto il calciatore avrebbe fatto il cantante (parole sue). Capone non ha sciorinato i numeri migliori del suo repertorio perché era piuttosto scocciato con i dirigenti. Il medico sociale dottor Acampora l'ha mandato in ospedale a fare le lastre. Il radiologo gli ha ordinato di togliersi la catenina. Capone ha obbedito ma dopo la radiografia non ha più ritrovato la catenina d'oro con medaglia di Sant'Antonio, valore oltre trecentomila lire. Pretende di essere risarcito dal Napoli ma Ferlaino fa orecchie da mercante. Pin promesso una grande partita da ex col dente avvelenato invece è stato ammirato solo in borghese per la splendida pelliccia di castoro. Però l'informatissimo Antonio Corbo ha rivelato sul "Corriere d'Informazione" che l'ha comprata usata al mercato americano di Ercolano, cinquantamila lire Iva compresa. L' allenatore Di Marzio ha consigliato a tutti di leggersi "Napoli italiana" (editore Einaudi) di Antonio Ghirelli. Vi si trovano frasi come queste: 
"La questione napoletana è più drammatica che mai e non consente facili ottimismi sull'avvenire" 
«una mancata risposta ai problemi di Napoli potrebbe anche riportare sconcerto e turbamento fra le masse». 
Ferlaino è avvisato: da troppo tempo il popolo aspetta lo scudetto.

Elio Domeniconi 
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.6






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