É il 20 ottobre 1996 e la Juventus gioca il derby d'Italia in casa contro l' Inter. La gara é valevole per la sesta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1996/97.
Siamo in un periodo favoloso. Dopo aver conquistato la Champions League ci apprestiamo a conquistare anche la Coppa Intercontinentale (cosa avvenuta qualche settimana dopo).
In questa Juve si attende che si accenda una stella fino a quel momento dormiente. E non poteva che essere un Juve-Inter ad accendere la scintilla. Da quel giorno in poi Zinedine Zidane fece vedere tutto quello che sa fare.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1996-1997 - 6 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 20 ottobre 1996 ore 20.30
JUVENTUS-INTER 2-0
MARCATORI: Jugovic 40, Zidane 62
JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Ferrara C., Montero, Pessotto (Iuliano 84), Di Livio (Ametrano 90), Deschamps, Zidane, Jugovic, Boksic, Padovano (Vieri C. 84)
Allenatore: Marcello Lippi
INTER: Pagliuca, Angloma, Paganin M., Fresi (Festa 80), Pistone, Zanetti J., Sforza, Winter (Berti 80), Djorkaeff, Zamorano (Ganz 80), Branca
Allenatore: Roy Hodgson
ARBITRO: Braschi
IL CAVALIERE DELLA NOTTE
ZIDANE ha vinto la sua battaglia.Si è impossessato della Juve nella notte più difficile. Rientrava dopo la «sosta tecnica» di Vienna. Era atteso al varco, tutti gli occhi sul francese. Lo strepitoso gol del raddoppio bianconero fa di Zizou il Personaggio della domenica.
Non è stato facile per Zidane superare gli scogli della diffidenza. La condizione di straniero, nella Juve, del resto, è meno facile della condizione di straniero nell'Inter. Là il non italiano ha raggiunto la maggioranza, qui è ancora minoranza. Manca Ince fra i nerazzurri eppure sempre sei sono i giocatori con passaporto di altro Paese. Torna Zidane nella Juve, c'è Jugovic che sostituisce Conte, ma fra i bianconeri il governo è ancora in mano ai Lippanti della prima ora, pensiamo a Ferrara che ha ceduto la fascia di capitano a Peruzzi o a Di Livio che solca l'out al pari di Pessotto, a Torricelli infine e persino a Padovano che ha tolto il posto a Vieri e Amoruso. In questa Juve che parte sempre con il piede a tavoletta sull'acceleratore, in particolare c'è un giocatore che appare avulso dagh schemi, nel senso che viene platealmente ignorato o quasi. Se non è per Deschamps che appoggia unicamente sui suoi piedi, Zinedine Zidane farebbe ancora più fatica a entrare in partita.
Nei primi minuti contiamo tante combinazioni in velocità dalle quali il timido francesino è sempre escluso. Non solo, i vari Torricelli e Di Livio preferiscono lanciare Padovano piuttosto che tentare la sorte con Boksic. Se su Zidane le perplessità sono dovute alla sua incapacità di adeguarsi ai ritmi della Juve, su Boksic pesa il timore che sprechi ogni pallone in maniera plateale. Non è davvero facile per questi due stranieri emergere e diventare protagonisti. Eppure, guarda cosa vuol dire la classe, entrambi timbrano la serata con momenti di grande calcio. Pensiamo alla verticalizzazione di Zidane per Deschamps e quindi Boksic fermata da Angloma. Oppure al passaggio smarcante con il quale il francese consente al croato di avvicinare con pericolosità il bersaglio. L'apertura infine che Zidane pennella per Boksic sull'out sinistro, conclusa da quest'ultimo con un cross appena troppo alto per Padovano. E' vero che il francesino si muove a sprazzi, ma vengono dai suoi piedi i lampi di luce più nitidi, quelli che accecano la difesa interista. Certo, Il croato ha sfortuna, ma è suo il colpo di testa che fa tremare il palo di Pagliuca.
Davanti all'anonimato degli stranieri interisti, calatisi senza affanni nel grigiore hodgsoniano, è dura per Zidane e Boksic sostenere con rientri puntuali e corse mozzafiato, il tremendismo bianconero. Qui c'è una squadra, con un gioco, con una fisionomia tale per cui nessuno può sentirsi sopra gli altri. E se Boksic a un tratto si smarrisce davanti alla porta di Pagliuca ormai spalancata ecco che è Zidane a darsi il coraggio di provare la soluzione più ardita, un sinistro dal limite che brucia l'angolo alla destra di Pagliuca. La notte dei «doni» confezionati dal terribile (in tutti i sensi, nel bene come nel male) Boksic ci regala quindi una nuova dimensione decisionista di Zidane. Il suo è il gol che apre squarci di futuro radioso per la neocapolista del campionato. Umberto Agnelli dopo aver parlato di
«un Boksic strepitoso, da Pallone d'oro» e del«bellissimo gol di Zidane»,è passato a meno lieti argomenti:
«Bella partita, ma Torino deve avere uno stadio più adeguato al calcio. E' troppo triste vedere incontri di questo livello con il pubblico tanto lontano dalla scena del gioco. Noi abbiamo fatto tre proposte al Comune. Speriamo di ricevere risposte positive».La parola a Lippi:
«La vittoria è molto importante. Ma quello che mi dà grandissima soddisfazione è l'aver visto la mia squadra esprimersi con tanta bravura. Inter comunque determinata e compatta. Abbiamo dovuto soffrire per batterla. Zidane? Ho sempre creduto in lui e stasera mi ha dato ragione».Franco Badolato
Zizou: e adesso siamo una squadra da scudetto
LE PAGELLE
PERUZZI 7 Non giocava dalla trasferta di Perugia dove venne colpito ed affondato da una ginocchiata assassina di Montero. Per tutto il primo tempo non mette alla prova il costato dolente, mai una parata, mai un brivido. Nella ripresa incide di più, anche perché l'Inter si fa pericolosa con maggior assiduità. Trova nel palo un buon alleato quando Zamorano si presenta a due passi da lui.
TORRICELLI 7 Rispetto a Vienna, dove ha disputato una delle partite - diciamo così - più svagate della sua ormai lunga milizia juventina, torna al ruolo di esterno di destra. Meglio cosi. Si propone con continuità in avanti, ha ritmo e voglia di partecipare. Fa sentire tutto il peso della sua potenza atletica anche nelle chiusure difensive. Ecco il Torricelli che finora era mancato all'appello.
FERRARA 7 Il turn over lippiano lo sfiora solo. Campionato o Coppa, per lui il menù non cambia. Finché dura. Puntuale nelle chiusure, implacabile nel mettere il freno alle punte nerazzurre e a proporsi in fase offensiva quando la partita glielo permette. Manca il gol per un'inezia. Il suo piatto destro va a stamparsi sulla traversa e porta a undici i legni colpiti dalla Signora Grandi Sprechi.
MONTERO 7 A metà strada fra Branca e Zamorano, non salta mai il fosso: in questo modo evita di sguarnire la difesa bianconera con incursioni in attacco. Ma l'Inter apre varchi troppo allettanti per non approfittarne e così scodella a Boksic un pallone perfetto, respinto anche in questa occasione da un palo maligno. E per una volta non cade in tentazione ed evita le solite leggerezze.
PESSOTTO 7 Lippi gli ha risparmiato la trasferta viennese per averlo di nuovo tirato a lucido per la sfida-primato. Mossa azzeccata, perché lui non è un colosso e ha bisogno di centellinare le energie. Nella sua zona incrocia sempre Branca, ma non è un problema marcare Tizio o Caio se Pesso è in giornata giusta. E Branca fa di tutto per non arrecargli disturbo.
(Dal 38' st Iuliano sv).
DI LIVIO 7 Non è il giocatore degli effetti speciali, ma sgobba sulla zona di destra senza uh attimo di tregua. Anche lui piccona come un dannato e contribuisce a demolire pezzo dopo pezzo i sogni dell'Inter. Nulla che già non si sapesse: il Soldatino è una garanzia, le sue sgroppate spesso tengono su tutta l'impalcatura del gioco bianconero. Non si vive di soli artisti.
(Dal 46' st Ametrano sv).
ZIDANE 7,5 Continua il suo viaggio alla ricerca della Juve. L'avevamo lasciato a Vicenza, ancora protagonista della solita mezza partita. Eccolo in dimensione diversa, sembra voler mollare finalmente gli ormeggi. Smista buoni palloni per le punte e al 28' pt offre a Boksic una palla d'oro, che il croato sparacchia malamente. Il Sol è un capolavoro alistico. Ecco il vero Zizou.
DESCHAMPS 7,5 Oltre a cercare di pilotare Zidane verso lidi più tranquilli, il bravo Didier deve soprattutto fare da collante del centrocampo, sdoppiandosi in un lavoro massacrante in attesa di Conte. Si mette sulle tracce di Djorkaeff, lo fa girare al largo dalla zona calda. E quando serve dimentica l'antica amicizia e gli massaggia le caviglie. Alla fine cala, con tutta la Juve, stanca e appagata.
JUGOVIC 7,5 Il suo talento resta un mistero per i più. Ma adesso che gioca con maggior continuità le occasioni per dimostrare di non essere un intruso non gli mancano. E infatti alla prima occasione va e colpisce. Padovano confeziona l'assist, lui segna un gran gol. E un tifoso salta la recinzione e corre in campo a festeggiarlo. Meno brillante nella ripresa, ma il più era ormai fatto.
BOKSIC 7 Ritorna dopo un turno di squalifica. I difensori interisti non lo perdono di vista un attimo, ma dopo un quarto d'ora piazza il destro e fa tremare Pagliuca. Ma alia mezz'ora ecco di nuovo il Boksic viennese: sbaglia l'alzo e spreca una grossa opportunità. Poi è il palo, decimo della serie, a negargli il gol. E nella ripresa cala di nuovo la nebbia e fallisce l'occasione della vita.
PADOVANO 7 Vieri o Amoruso? No, Padovano. Fra i due aspiranti goleador, la spunta il meno reclamizzato, ma finora il più concreto dei gruppo. Al suo attivo già due reti importanti contro Fiorentina e Perugia. Parte sparato e va subito due volte a punzecchiare Pagliuca. Mai sazio, spazia su tutto il fronte offensivo e per la difesa interista è sempre allarme rosso.
(Dal 38'st Vieri sv).
LIPPI 8 Sistemata la pratica contratto, il Marcello sta tentando di sistemare la Juve al vertice del campionato. Le premesse sono ottime, la squadra interpreta in maniera quasi sempre impeccabile il calcio tritatutto che il Marcello pretende. Partita quasi perfetta, pronta risposta al Milan rinato. Ok la strada è quella giusta e glielo fa capire anche la gente invocando il suo nome.








